IL PELOPONNESO
Là dove il tempo si è fermato

Introduzione | Il Periplo | Itinerari interni | Consigli pratici | Links | Immagini

Introduzione.

Il Peloponneso è una parte importante della Grecia continentale, una sorta di grande penisola, staccata artificialmente dal resto della Grecia dal canale di Corinto. L'istmo di Corinto è un budello che collega le "due Grecie", ma dal nord del Peloponneso l'altra Grecia è sempre visibile, e da Rion, piccola località marina a pochi chilometri ad est da Patrasso, le "due Grecie" sono tanto vicine che bastano pochi minuti di ferry boat per collegarle, e presto un ponte, alla faccia degli italiani che - non a torto - si dividono sull'opportunità di costruire il ponte sullo stretto di Messina. Il ponte fra Rion e Antirion, infatti, toglierà per sempre quella naturale asperità, il mare, da superare per collegare due lembi di Grecia autentica, un'asperità molto gradita, perché la Grecia è il mare, ed è impensabile pensare a questo Paese stupendo senza pensare al mare, ai traghetti, ai caicchi, a tutti quei mezzi necessari per i trasferimenti e anche per scoprirne le infinite bellezze.

Il Peloponneso è meta affidabile per chi cerca gli antichi fasti di una civiltà perduta, il mare, ed anche lo spirito della Grecia moderna. Gli impervi e montagnosi interni rappresentano una sorpresa per chi è abituato ad una Grecia costiera ed insulare; verde, sorgenti, montagne invalicabili, tra le quali il mitico Taigeto, nei pressi di Sparta. Fra queste montagne e queste valli è stata costruita la grande storia del popolo ellenico, degli Achei. Di Sparta rimane una piccola cittadina, dal clima quasi da deserto in estate, con pochi resti dell'antica civiltà, se non qualche tempio dedicato agli dei (Apollo), e nei pressi il borgo di Mistras, raro esempio di medioevalità più consono alla penisola italica. Notevole è invece l'anfiteatro di Epidauro, esempio immortale e mondiale della tecnica di costruzione di un teatro all'aperto, con un'acustica miracolosa ed irripetibile, racchiuso nell'anfiteatro naturale delle colline del nordest della penisola. Anche di Olimpia è rimasta una traccia ben visibile, nonostante il depredamento che i greci hanno storicamente subito dagli amici europei, in primo luogo gli inglesi. Il British Museum di Londra conserva intatte le reliquie di maggior valore della civiltà ellenica. Ma il turista che ama cercare le rarità e le antiche vestigie di una grande civiltà potrà sbizzarrirsi negli interni della penisola, ricercando antichi templi, monasteri medioevali ed i tesori che ancora nasconde la regione dell'Arcadia, l'antica Micene, la zona di Nemea, e gli amanti potranno anche riconoscere qualche rovina di qualche Kastro di origine veneziana.

Percorrere a tappe il periplo del Peloponneso è senza dubbio la strada più gettonata per visitare la penisola. Si incontreranno città importanti, spiagge, si percorreranno incantevoli "dita", perché se lo osservate dall'alto il Peloponneso è simile ad una mano con quattro dita, con un gran pollice rappresentato dalla zona dell'Argolide (a est di Corinto), e tre dita che indicano il sud. Il dito più particolare e spettacolare è senza dubbio il secondo dei tre meridionali, quello più impervio, il Mani, penisola della Laconia, il mare di Sparta, dove il sole e le pietre forgiano il carattere particolare degli abitanti della zona, i più duri ed autentici abitanti della Grecia, duri come le rocce che si tuffano a strapiombo sul mare, in un ambiente naturale che ricorda certe zone dell'Irlanda (Connemara), con la differenza che qua il sole fa sul serio e la pioggia è un evento molto ma molto raro.

Le città che si incontrano sono fra le più interessanti dell'intera Grecia (Atene e Salonicco ovviamente escluse), alternate con tranquilli e a volte pittoreschi paesini sul mare. Patrasso è la porta della Grecia verso l'Occidente, anche se Igoumenitsa sta intercettando sempre di più questo flusso, soprattutto turistico. E' sicuramente sottovalutata ed utilizzata per lo sbarco ed un rapido sguardo mentre la si attraversa per raggiungere la meta desiderata. Nasconde in sè tanti aspetti che vanno apprezzati e valutati con più tempo e più calma di quanto è concesso al turista. Corinto è il punto di collegamento fra il Peloponneso ed il continente, sicuramente risente della maggior vicinanza con Atene. Nauplio è una bella e particolare città su un golfo sul mare Mirtoo, ricorda un'antica capitale o qualche bella città europea, una specie di Salisburgo con il mare. Kalamata è molto più carina di quanto appaia ad una prima analisi, occorre aver tempo e pazienza per girarla e apprezzarla, soprattutto in un giro "by night".

Gli accessi al mare sono numerosi, ma ogni zona è caratterizzata da un tipo di spiaggia, dunque regolatevi in base alle vostre necessità. Lungo il canale di Corinto la tipologia più diffusa è costituita da spiagge strette in ciottoli e acqua freddissima; la costa occidentale da Killini in giù è caratterizzata da sterminate spiagge di sabbia, con mare caldo, pinete, luogo ideale per il rifugio delle tartarughe "Careta Careta" e splendidi tramonti; le tre dita inferiori sono tanto suggestive e a volte balneabili con fatica e piedi buoni, nella zona di Kalamata le spiagge sono per lo più di ciotoli, nel Mani pochi sono gli accessi al mare, per lo più direttamente dalle rocce, nella zona di Githio ricominciano le spiagge, ma bisogna andare fino all'isoletta di Elafonissi (terzo dito) per trovare le spiagge più belle; la costa orientale ricorda forse qualche zona della Liguria, con diverse incantevoli baiette sul mare Mirtoo, separate da montagne a picco sul mare, con una strada costiera panoramica incantevole che gira a mezza costa. La zona ad ovest di Nauplio è ricca di spiagge, ed il "pollice" è un'ampia zona ancora al di fuori dalle rotte turistiche (salvo forse Porto Heli e l'isola di Spetses) e sicuramente ricca di posti furbi ancora lontani dal caos e meritevoli di essere goduti; ad est di Corinto e fino a Poros belle coste ma poche spiagge.

Il Peloponneso, insomma, appartiene a questo secolo, a questo millennio. Però, man mano che lo si gira, che si scoprono certi angoli, certe chiese, castelli, villaggi di pescatori, zone come il Mani, che sembrano ancora attendere l'invasione dei turchi, allora viene da pensare che qua il tempo si sia fermato, ed è bello gustare questa sensazione in una delle numerose taverne sul mare, gustandosi del pesce fresco.

Ma è ora di iniziare il viaggio.

Il periplo.

Per comodità iniziamo il giro da Patrasso, capoluogo dell'Achaia, la porta verso l'occidente, terza città più popolata della Grecia con circa 200.000 abitanti. La città è gradevole, allungata sulla costa e stretta fra il mare e le montagne. I lussuosi traghetti che collegano Patrasso ad Ancona, piuttosto che Brindisi, Bari, Venezia o Trieste, fanno parte dell'arredamento della città, e di notte è pittoresco vederli prendere il mare o raggiungere il porto, con le luci a specchiarsi nello scuro mare notturno, proprio vicino alla luna. A nordovest di Patrasso, pochi chilometri verso Corinto, si trova Rion, punto più stretto del canale e base di partenza per i numerosissimi e frequentissimi piccoli ferry boat che collegano il Peloponneso con la Sterea Ellada, presto sostituiti da un ponte. Le spiagge sono di ciotoli; occorre tenere in considerazione la corrente marina per scegliere se frequentare i "western docks" oppure gli "eastern docks", separati da un piccolo promontorio con i ruderi di un Kastro. Da ambo le parti sono numerosi i locali sul mare, nella parte est, più adatta alle famiglie, vi sono per lo più taverne e ristoranti, mentre nella parte occidentale vi sono anche numerosi bar e localini con la musica "a manetta", frequentatissimi dai giovani di Patrasso, nonché un campeggio. Vi consigliamo di provare anche i piccoli souvlaki (souvlaki micro) nei baracchini vicino alle partenze dei traghetti, sono fra i migliori della Grecia. Tornando a Patrasso, degni di nota sono il porto, in continua trasformazione, la chiesa di Sant'Andrea (circa 1 Km ad ovest del porto) famosa anche per l'enorme lampadario di legno custodito al suo interno, le numerose piazze e piazzette del centro, in particolare Psylalonia, l'ascesa verso il castello, con la città alta, le stradine strette, la scalinata, alcune case d'epoca, la collina che ospita le cantine della nota casa vinicola "Achaia Clauss" (visitabile), con le antiche botti di rovere che contengono il nettare del famoso Mavrodafne. Patrasso si allunga molto verso est, altra zona piena di localini sul mare ed altra grande meta delle serate dei giovani locali, zona con poche spiagge e con una strada costiera che lambisce il mare, molto pittoresca (questa zona mi ricorda alcune parti della costa slovena). La città è famosa per il suo carnevale, quando la totalità degli abitanti, di ogni età e di ogni sesso, si traveste e trascorre intere giornate e nottate di piena follia.

La statale verso Pirgos (direzione sudovest) è molto scorrevole, una vera e propria superstrada. La tappa obbligata è senza dubbio Kalogria, circa 40 Km. a sudovest di Patrasso, località nota per le sue immense spiagge di sabbia e le sue dune, fra lo splendido mare azzurro dello Ionio ed una palude (ricorda molto certe zone del sud della Sardegna, in particolare il Sulcis). Per chi ama il mare è un'apoteosi, per chi vuole fermarsi vi è un camping ed un albergo e villaggio turistico. Ma anche a sud di Kalogria si possono trovare altre località simili, anche se non al suo livello.

Kilini sorge in un promontorio, alcune decine di chilometri prima di Pirgos. Una zona di un certo interesse turistico, sia per i luoghi e le spiagge che per le sorgenti termali. Molte sono le accomodations e le facilità per i turisti. In zona vi è anche uno dei castelli più belli del Peloponneso (Hlemoutsi). Dal porto di Kilini si raggiungono agevolmente le isole di Zakintos (Zante) e Cefalonia, con regolari traghetti che prevedono più partenze ogni giorno. La durata del tragitto varia a seconda della compagnia e della destinazione: per Zakintos occorrono un paio d'ore, un po' di più per Cefalonia.

Pirgos non merita una visita approfondita, ma i suoi dintorni non sono niente male, in particolare le coste. Nei pressi uno dei must per i turisti e gli amanti delle antichità, la visita all'antica Olimpia. Può valer dunque la pena soffermarsi in questi luoghi, anche perché questa zona è anche uno degli sbocchi dell'interno del Peloponneso, e può valer la pena, soprattutto nelle ore calde, addentrarsi un po' per cercare ristoro ... Non mi soffermo sul valore delle antiche vestigia della città dello sport, rimandando qualche approfondimento ai links dedicati.

L'Ilia è una zona molto fertile, ricca di vallate molto produttive in termini di agricoltura. Può essere un'occasione per gli amanti della verdura, per chi opta per la cucina fai da te, magari in campeggio, acquistando, per esempio, gli ingredienti per la famosa insalata greca.

A sud di Pirgos non vi è soluzione di continuità fra la regione dell'Elea e quella della Messinia settentrionale, se non per il progressivo incremento degli ulivi, che sostituiscono i campi coltivati ad ortaggi della regione di Pirgos. La Messinia produce ottime e particolari olive nere (di Kalamata) ed un supremo olio. Le coste sono ancora stupende, immense strisce sabbiose, fra il mare e pinete o oliveti, quasi deserte e davvero poco fruite dal turismo. E' bene fermarsi, se si riesce, qualche tempo nei pressi di Kalo Nero o Kyparissia, pittoresco borgo nel nord della Messinia, anche perché queste spiagge non le troverete più, almeno fino ad Elafonissi. Non è una zona interessata dal grande turismo, dunque i servizi sono quelli che sono, bisogna accontentarsi; in compenso è maggiore la possibilità di trovare i "posti furbi". Si dice che dal castello di Kyparissia si possa godere di un tramonto davvero straordinario.

Ora la strada comincia a restringersi: ad est di Kalo Nero vi è una scorciatoia per Kalamata, ma occorre proseguire il periplo in direzione del primo dito, rimandando l'arrivo a Kalamata di qualche ora o giorno. Fra gli uliveti prima o poi si arriva a Pilos, ridente paesino sul mare, costruito su una roccia, prima località che denota una certa impronta turistica, che diventerà familiare man mano che si procederà nella visita del primo dito. Pilos è una naturale tappa nel giro del periplo del Peloponneso, ma può essere anche meta di soggiorni più prolungati, così come Methoni, Koroni e Petalidi. Queste tre località marine sono insieme a Pilos una sorta di "quattro cantoni" del primo dito, nonché le zone maggiormente balneabili. Il dito si percorre agevolmente con una strada quasi sempre a portata di costa, ma diverse sono anche le stradine interne. Le spiagge potranno sicuramente soddisfare ogni esigenza degli amanti del mare.

Da Petalidi si comincia ad intravedere il lungo golfo Almirou e l'area metropolitana di Kalamata, dominata dalle alte montagne del Taigeto, che appaiono una barriera quasi invalicabile verso l'oriente. Kalamata è la solita città greca chiassosa e caotica, e ad un primo approccio dà quasi un senso di repulsione, ma invece scoprendola la si apprezza veramente. Il centro non è davvero male, è anche particolare, differente da altre città elleniche. Abbiamo visitato il mercato e se potete farlo è un'esperienza da provare. Là abbiamo comprato il miele migliore che abbia mai assaggiato. Anche la costa non è male, ma attenzione, quella ad est del porto, verso il Mani (il secondo dito). In questa zona sono collocati numerosissimi alberghi sul mare, alcuni con piscina e spiaggia privata, in ciotolini. Il mare non è male, nonostante la vicinanza al porto, che è poco frequentato da navi e traghetti turistici, un po' di più da navi mercantili e militari. Qua ogni tanto passa la Myrtidiotissa che collega Kalamata con Kithira e Creta. Sul lungomare sono numerosi i localini e le taverne, così come in centro, ma se volete trovare qualche posto furbo provate a cercare verso le colline, senza addentrarvi troppo. In particolare c'è una zona sopra il mercato e vicino alla statale per Sparta, con una strada che si inerpica, dove si possono trovare alcune taverne davvero molto furbe, con cibo la cui genuinità è inversamente proporzionale al prezzo, e costa veramente poco ... con una splendida vista sul golfo.

Lasciata Kalamata si procede per Areopoli, entrando nel secondo dito, verso il Mani, la Laconia. Fino ad Areopoli il paesaggio ricorda molto quello ligure delle alpi marittime, ed è molto rigoglioso. Ogni tanto si incontra qualche paesino pittoresco, ogni tanto qualche banchetto di contadino che ti vende il miele o altri prodotti locali. E' sicuramente una zona bella e tranquilla per trascorrere vacanze. In qua e in là si trovano anche alberghi e complessi turistici. Forse una zona fra le oggettivamente più belle, più da cartolina. Tenete conto che qua il Taigeto si butta direttamente sul mare, con torrenti pronti a scrosciare non appena piove, gole e precipizi paurosi. Dopo Areopoli inizia il vero Mani e si entra in Laconia. Subito un altro must, le grotte marine di Dirou, che sinceramente non abbiamo visitato, ma che a detta di tutti meritano.

Il Mani è una penisola quasi disabitata, di una bellezza spaventosa, brulla e particolare, ricorda per certi versi la Connemara irlandese. Una penisola esposta nel passato agli attacchi dal mare, punta della Laconia dove i villaggi erano costruiti per difendersi dagli invasori, dei veri e propri bunker, tante torri con piccole finestre, quasi delle feritoie. Un paesaggio unico, da visitare. Pochi gli accessi al mare, pochi i villaggi abitati, quasi tutti in alto, per difendersi meglio, e pochi borghetti di pescatori sul mare. Una strada stretta e panoramica lo percorre tutto per circa una settantina di chilometri (partenza e arrivo ad Areopoli). La montagna finisce in modo inesorabile e spettacolare nel blu dello Ionio meridionale. Gli uomini sono duri come la loro terra. Da non tralasciare assolutamente. Consigliabile per le due ruote.

Terminato il giro del Mani ci si può dirigere verso Githio. Con un po' più di cura questo paese diventerebbe una meta tra le più interessanti del Peloponneso, con il suo porticciolo, la piazza la passeggiata sul lungomare, ricca di taverne e camere in affitto. E' anche il porto della Laconia, lo sbocco di Sparta, dal quale si può raggiungere agevolmente l'isola di Kithira, con un paio di ore di navigazione.

Se pernottate a Githio avete una notte di tempo per scegliere come proseguire: se volete dedicare qualche giorno all'isola di Venere (ve lo consiglio caldamente) andate al porto e verificate se per caso il giorno dopo parte un traghetto per Kithira (cliccate sul link per scoprirne le meraviglie), potete consultare anche direttamente il sito della Myrtidiotissa (www.anen.gr). Altrimenti dirigetevi da subito verso il terzo dito. Nel primo caso quando lascerete Kithira (se vi riesce ...) dirigetevi direttamente a Neapolis (traghetto Nisos Kithira) presso la punta del dito, che probabilmente troverete meno gradevole degli altri due. Se avete altri giorni da dedicare a spiagge e mare stupendo (continuo a consigliarvelo) recatevi verso Pounta, pochi chilometri a nord di Neapolis, e visitate la piccola isola di Elafonissi. Poi dirigetevi a nordest, attraversando il dito, verso Monemvassia, una delle mete più pittoresche del giro, un villaggio medioevale costruito su una roccia in mezzo al mare Myrtoo, collegato al continente da un breve istmo. Naturalmente è possibile pernottare, molte accomodation nel paese vicino, ma anche all'interno di questo piccolo Mont St. Michel, dal sapore veneziano e bizantino, vi è qualche alberghetto. Per arrivarci da Neapolis si risale la strada che percorre la parte occidentale del dito per circa 15 chilometri, girando verso l'interno (attenzione è una strada secondaria), e con altri 30 chilometri circa si arriva a destinazione. Se invece ritenete di evitare per questa volta la visita a Kithira (vi consiglio comunque una capatina a Elafonissi), da Githio si prende per Skala, verso est, poi per Molai, quindi sempre verso est troverete facilmente le indicazioni per Monemvassia.

Finito il giro del terzo dito vi conviene tornare nei pressi di Skala e prendere la strada verso nord in direzione Leonidio (circa 50 Km), attraversando un massiccio. Vi sono altre strade interne segnalate nella cartina, ma vi sono dei pezzi di sterrato molto lunghi, anche se si attraversano paesaggi molto pittoreschi. Leonidio si trova praticamente di fronte all'isola di Spetses, dalla parte opposta del golfo dell'Argolide. Da questo punto la strada si fa costiera, con tratti veramente interessanti dal punto di vista panoramico. Vi sono diverse località marine, tutte degne di un soggiorno (Paralia Tirou, Agio Andreas, Paralio Astros, per fare degli esempi) o comunque almeno di un bagno.

In punta al golfo, a circa 80 chilometri a nord di Leonidio, vi è la splendida città di Nauplio, capitale della Grecia per un breve periodo nel XIX secolo, ricca di palazzi in stile neoclassico e di una splendida piazza, la Sintagma. Qua una sosta è d'obbligo, per vedere la bella città dominata da una fortezza, e fare qualche bagno nel vicino centro di Tolo, ricco di accomodation. Nauplio è una città molto gradevole, che si distingue sicuramente dalla media. Può senza dubbio rappresentare una sorta di campo base per programmare le escursioni: per visitare l'Argolide (dunque il "dito pollice") e le numerose zone archeologiche degli interni (Epidauro, Nemea, Micene, Tirinto, Tripoli e Arcadia, etc.).

In direzione est si procede verso Porto Heli, località turistica costruita su un grande villaggio turistico ed un porticciolo, e base di partenza per raggiungere l'isola di Spetses: da questa località o raggiungendola dalla più vicina Kosta. In particolare le isole del golfo Argosaroniko possono essere raggiunte anche con i dolphins, che attraccano anche a Leonidio e Nauplio. Via terra si può proseguire per il periplo del dito, percorrendo una zona ancora abbastanza inviolata dalle orde dei turisti. All'inizio si incontrano anche località marine di una certa rilevanza, come Ermioni, ma verso la punta del dito la presenza dell'uomo si dirada. E' un giro consigliato, dunque, per chi vuole scoprire angoli appartati e pittoreschi della costa greca. Proseguendo verso nord si arriva a Galatas, proprio di fronte all'isola di Poros, ricca di accomodation e taverne. Poi vi è la penisola di Methana, con le sue sorgenti termali, e la vicina isola di Egina. Non siamo molto distanti dal mitico anfiteatro di Epidauro, raggiungibile comodamente anche direttamente da Nauplio, percorrendo una trentina di chilometri di buona strada in direzione nordest. L'anfiteatro è una meta obbligata per chiunque, anche per chi non ama immergersi nelle antichità e nei siti archeologici. L'acustica permette di sentire in qualsiasi zona degli spalti, anche le ultime file, qualunque suono, anche sussurrato, emesso dal centro del teatro, ovviamente in condizioni di silenzio. Vicino vi è il santuario di Esculapio, dove, si dice, sia stato realizzato il primo ospedale dell'antichità.

Da Epidauro è agevole trasferirsi a Corinto, con una strada agevole e panoramica che percorre la regione della Corintia. Questa città, fra le maggiori del Peloponneso, ha una sua importante zona archeologica, vicina alla città alta, ma è particolarmente famosa per il canale artificiale che spezza l'istmo che collega il Peloponneso con l'Attica. E' sicuramente un must andare ad ammirare quest'opera dall'alto, sperando che passi qualche nave, osservando da un lato e dall'altro i due mari ai due imbocchi del canale. Recentemente una nuova autostrada elude questo passaggio, dunque è consigliato percorrere la strada vecchia e fermarsi nei pressi del ponte di ferro. E' possibile anche una vista bassa del canale, nei pressi dell'apertura a ovest, percorrendo la strada che da Corinto porta a Loutraki, nota località termale e balneare e famosa per la produzione di acqua minerale, piacevole anche per un bagno.

Da Corinto a Patrasso vi sono circa 160 chilometri; le due città sono collegate dall'autostrada a pagamento (che in realtà è una superstrada), oppure da una strada costiera, per chi non ha fretta. Diverse località, alcune anche pittoresche, sono situate su questa costa, la costa nord del Peloponneso che si affaccia sul canale di Corinto. Quasi sempre, se non c'è troppa foschia, si può vedere nitidamente la parte opposta della Sterea Ellada. La larghezza del canale non è costante; il punto più stretto come detto è quello di Rion, Antirion, ma anche nei pressi di Egio è possibile attraversare con dei traghetti, per arrivare comodamente a Delfi. Lungo la costa si attraversano moltissime località, dunque vi è l'imbarazzo della scelta se si ritiene di fare un bagno o di mangiare qualcosa in una taverna sul mare. Di particolare rilievo è Trapeza, una sessantina di chilometri prima di Patrasso, per l'acqua e la spiaggia.

Itinerari interni.

Innanzitutto partiamo dai siti archeologici più interessanti. La maggior parte si trova nella zona di Corinto e Nauplio. Di Epidauro abbiamo già parlato, essendo anche in prossimità del periplo. Altre zone importanti sono l'antica Corinto, dove vi è un sito archeologico, Acrocorinto, dove vi è una importante fortezza, Nemea, ricca di siti archeologici e famosa per la produzione di uve da vino rosso, raggiungibile agevolmente con l'autostrada Corinto - Tripoli, Micene, non distante da Nauplio, con il tesoro di Atreo ed una ricca zona archeologica, l'antica città di Tirinto, nei pressi di Nauplio, a 3 chilometri sulla strada per Argo, con i suoi bastioni che la leggenda narra siano stati eretti dai ciclopi.

La zona di Olimpia è anche gradevole per escursioni verso le montagne circostanti, ricche di belle foreste. La strada che parte da Pirgos verso l'interno si congiunge con quella proveniente da Patrasso in direzione Tripoli.

Presso Sparta vi è il villaggio medioevale di Mistras, costruito nel tredicesimo secolo dai bizantini e diventato patrimonio dell'umanità negli anni '80. Il villaggio è inerpicato su una roccia e visitabile a piedi.

Da Patrasso è possibile raggiungere Tripoli con una lunga statale di circa 170 chilometri che taglia via un terzo del Peloponneso, e permette di dare una buona idea dell'interno della penisola. Ma prendetevela comoda. Un'escursione molto interessante è quella per Kalavrita, da raggiungere preferibilmente passando da Diakofto (fra Egio e Trapeza), dove parte una strada di 32 chilometri ed una ferrovia a cremagliera molto pittoresca. Kalavrita è un paesino di montagna, base di partenza per escursioni nelle alte cime circostanti, come il centro sciistico di Helmos e le grotte di Kastria. Prima di arrivare a Kalavrita si può ammirare il monastero di Mega Spileo, incastonato nella roccia e raggiungibile solo a piedi. Cinque chilometri oltre Kalavrita, è invece situato il monastero di Agia Lavra, che domina la valle.

Per tagliare a metà il Peloponneso e raggiungerne velocemente il sud, l'itinerario consigliato obbliga il passaggio attraverso l'autostrada Corinto - Tripoli. I paesaggi incontrati sono di varia natura, anche se inizialmente prevalgono paesaggi piuttosto rocciosi, rudi e brulli, spesso offesi dalle escavazioni. L'Arcadia è una zona piacevole da visitare, se si va alla ricerca paziente dei villaggi ancora intatti, delle chiesette, dei monasteri, degli antichi templi. Tripoli è una città che non offre molto, conviene dunque cercare qualche villaggio in altura. La città è anche raggiungibile da est, con una strada di una sessantina di chilometri che parte da Argos e valica le alte montagne, con una incantevole vista sul mare Myrtoo.

L'autostrada Corinto - Tripoli è di una settantina di chilometri; si può poi proseguire per Sparta (circa 60 Km), e poi per Githio o per Skala (circa 50 Km) con comode statali. In sostanza il percorso Corinto - Githio può essere svolto in meno di 3 ore. Da Tripoli si imbocca anche l'autostrada per Kalamata, però ancora incompleta, passando nei pressi di Megalopoli (centro industriale dell'interno), il tutto per una novantina di chilometri con una percorrenza da calcolare intorno all'ora e mezza, se si incontra un po' di traffico.

Da Sparta è piacevole - anche se interminabile - il percorso verso occidente, seguendo la direzione nordovest verso Megalopoli. Si tratta di una strada secondaria che risale le colline settentrionali della Laconia, passando da zona ancora intatte dal punto di vista ambientale, ed attraversando località ricche di sorgenti e abbastanza fresche da indurre molti greci a passare un po' di vacanze da quelle parti.

Una statale asperrima, ricca di tornanti ed imperdibile per chi ama le curve, è senza dubbio la Sparta - Kalamata, 61 chilometri che metteranno a dura prova i dischi dei vostri freni. D'obbligo la sosta nei pressi del passo per mangiarci un po' sopra.

Se amate disperdervi fra le zone quasi inesplorate e gli sterrati, il vostro sito si trova nel sudest del Peloponneso, in quel triangolo che ha come ipotenusa il mare Myrtoo e come cateti le strade Monemvassia - Skala e Skala - Leonidio. Buona fortuna.

Infine, se vi trovate nell'Argolide, non vi stancherete di guidare nelle varie strade panoramiche che attraversano la penisola.

Consigli pratici. 

Chi si pone l'obiettivo di fare il giro del Peloponneso deve considerare che l'impresa è impegnativa: non vi sono termini precisi di paragone, ma pensate di programmare un giro che comprenda, per esempio, Puglia, Basilicata e Calabria, oppure Abruzzo, Molise, Campania e Lazio, più impegnativo, per fare un esempio, di un tour completo della Sardegna.

Dunque, a meno che non si disponga di almeno un mese di tempo, occorre battezzare. D'altra parte, anche per visitare con un minimo di cura l'intera isola di Creta, occorrono tre settimane piene.

Allora, bisogna prendere in considerazione almeno due ipotesi: la prima consiste nel provare comunque a realizzare un tour il più possibile completo, ed in questo caso è fondamentale fissare una precisa tabella di marcia, programmando con cura soste e trasferimenti, memorizzando le zone più gradite, per poi tornarci successivamente con più calma (come abbiamo fatto noi per Kithira ed Elafonissi); la seconda, se ritenete poco fattibile un ritorno a tempi brevi (ma è difficile, perché ve ne innamorerete), è battezzare da subito le zone più interessanti in base ai vostri gusti, tralasciando o attraversando con rapidità il resto.

In questo secondo caso ecco alcuni personalissimi consigli.

  • Se amate il mare, i lunghi bagni e arrostirvi al sole, passare buona parte della giornata in spiaggia, il Peloponneso può farvi felici, a patto che limitiate il più possibile i giri ed i trasferimenti. Dunque occorre battezzare alcune zone specifiche. Per gli amanti delle spiagge sabbiose e dei tramonti la costa occidentale è una tappa obbligata: da Kalogria a Killini, da Pirgos a Kyparissia quasi ogni zona è buona, ed il turismo è meno invasivo che altrove. Kithira è sicuramente più impegnativa, ma le spiagge non mancano e sono senza dubbio incantevoli. Elafonissos è un po' scomoda ma merita assolutamente. Non male anche il primo dito. Interessante infine il pezzo di costa fra Tolo e Galatas. Se non siete patiti della sabbia, ed amate i ciotoli o gli scogli, i magnifici fondali e le grotte, potete provare il secondo dito, da Kalamata al Mani, una capatina alle isole (la solita Kithira, ma anche Spetses, Idra e le altre del golfo), ma apprezzerete anche la costa orientale e quella settentrionale.

  • Se amate le antichità, visitare siti archeologici e musei, concentratevi prima di tutto su Nauplio, perché là sarete a tiro di schioppo da Epidauro, Nemea, Argo, Tirinto, Corinto, l'Arcadia, e non troppo distanti dalla zona di Sparta e soprattutto Mistras. Da Nauplio è possibile anche organizzare escursioni per Atene e per Delfi (anche se è più comoda da Patrasso, passando per Rio - Antirio). Da Patrasso, o ancor meglio da Pirgos, sarete comodi per Olimpia.

  • Se amate alternare il mare alla montagna, al verde, alle zone un po' più fresche, quasi ovunque è possibile organizzare escursioni "in altura", ma tenete conto che Kalavrita e Helmos (dove d'inverno si scia, 2440 mt. slm) sono molto comode dalla costa nord, mentre Sparta è circondata da alte montagne, con boschi e sorgenti, ricca di passeggiate e di paesini adatti per una bella sosta per rimpinzarsi un po'. Notevole è la strada Sparta - Kalamata, ma anche la Sparta - Megalopoli, e non sono male anche le montagne a sud di Leonidio, raggiungibili anche dalla costa con strade asfaltate. Il secondo dito, comunque, inizia dalle pendici del Taigeto, una zona particolarmente vocata per la produzione del miele.

  • Se amate immergervi nella vita ellenica, quella dei localini, dei bouzuki, delle taverne affollate sul mare, dei pub che sparano musica ad alto volume, delle discoteche, della vita notturna, allora cercate di pernottare il più possibile vicino alle città di una certa dimensione, a partire da Patrasso, frequentando soprattutto Rio e la parte meridionale della città, Kalamata, Corinto ed anche Nauplio, Tolo e Porto Heli. Da Corinto e Nauplio è anche comoda Atene, che sicuramente in quanto a nightlife non vi può deludere. La capitale è anche molto comoda da Poros, in quanto con una quarantina di minuti di delfino siete a Pireo, e quando la vostra notte sarà terminata iniziano le prime corse per il ritorno.

Links

www.travelling.gr (portale turistico);

www.nauplia.com (sito amatoriale ben fatto su Nauplio)

www.patras.gr (sito della città di Patrasso)

www.kyparissia.gr (sito della città di Kyparissia)

www.kal.gr (sito della città di Kalamata)

www.city-of-loutraki.gr (city guide di Loutraki)

www.laconia.org (sito sulla regione di Laconia)

www.travelinfo.gr e www.greeceinfo.gr (portale guida per vacanze in Grecia)

www.ente-turismoellenico.com (portale ente turismo ellenico, in italiano)

www.kalispera.it (sito sulla Grecia in italiano)

www.ellada.com (informazioni turistiche)

www.hotels-in-greece.com (informazioni per prenotare alberghi)

www.greekhotel.com (vedi sopra)

www.grecia.it (portale sulla Grecia in italiano)

www.greek-tourism.gr (altro portale turistico sulla Grecia)

www.akropolis.com (altro sito con informazioni turistiche)

www.culture.gr (sito del Ministero della Cultura ellenico. MOLTO IMPORTANTE per chi va per antichità e musei)

Immagini (clicca per ingrandire)





Patrasso: vista dalla poppa della nave in uscita dal porto.





Patrasso: il porto, la strada centrale dal porto al castello (in alto a sinistra; sullo sfondo la scalinata), la chiesa di Sant'Andrea (riquadro tondo).





Patrasso: la chiesa di Agio Andreas, al cui interno si trova il grande lampadario in legno.





Il nuovo ponte fra Rion ed Antirion che collegherà la Sterea Ellada con il Peloponneso (vista da Achaia beach).





Le rovine dell'antica Messene, sullo sfondo, in lontananza, il golfo di Kalamata.





La spiaggia di Kaiafas (sud Ilia, vicino a Zaharo), località nota anche per sorgenti termali.





Kiparissia (Messinia): in alto la spiaggia della città ed una veduta panoramica della piana che la lambisce a nord; in basso vedute panoramiche dal castello: la città alta e la città bassa, con il porto sullo sfondo.





Messinia: spiagge nei pressi di Filiatra, Kalo Nero ed Elea (costa occidentale); particolari di Megaligas (20 Km. a nord di Kalamata) e Gianitsohori (primo paese che si incontra provenendo dall'Ilia).





Tombe micenee nei pressi di Chora (Messinia occidentale).




Tramonti a Kalo Nero (Messinia).

Oasis Bungalows (Kalo Nero, Messinia).


 

On line da giugno 2003