Contatti

best viewed 1024X768

Home Destinazioni Musica Cucina Links Notizie utili

Per saperne di più
sulla Grecia

Scrivere in greco
(guida di "sopravvivenza" per leggere, scrivere e trascrivere il greco, anche con il computer)

Letteratura greca ... in italiano
(opere greche di letteratura, poesia, teatro, cinema e libri per ragazzi, da cercare nelle librerie e biblioteche italiane)

La Grecia ai "raggi X"
(dati generali del Paese, carta d'identità geografica e curiosità)

Suddivisione Amministrativa
(regioni, province, comuni.... dati statistici sulla popolazione)

Elezioni e Partiti
(sistema elettorale e principali Partiti)

IL SISTEMA ELETTORALE DELLA GRECIA

 

1.      Le elezioni legislative

 

La Grecia ha un unico ramo del Parlamento (Βουλή), composto da 300 deputati, eletti con un sistema elettorale che prevede 56 Circoscrizioni elettorali, delle quali 8 eleggono un solo rappresentante. Tale sistema è nella sostanza quello in vigore dopo il 1974, periodo che segnò la fine del regime dei “colonnelli”. E’ un sistema di base proporzionale, con soglia di “sbarramento” al 3%, che contiene tuttavia un “rafforzamento” in senso maggioritario. Alla lista che ottiene più voti, infatti, è garantito un premio di maggioranza che permette, con un buon risultato elettorale, di ottenere la maggioranza assoluta dei seggi. Una parte proporzionale “pura”, sulla base di una lista unica nazionale, determina l’assegnazione di 12 dei 300 seggi, mentre i restanti deputati sono eletti nelle Circoscrizioni. Gli elettori possono esprimere, a livello circoscrizionale, preferenze a favore dei candidati inseriti nella liste elettorali. Le Circoscrizioni generalmente coincidono territorialmente con le Prefetture, salvo i casi in cui, per dimensione di popolazione, si ricavano più Circoscrizioni elettorali da una singola Prefettura, come nel caso dell’Attica e di Salonicco. Dalla Prefettura della regione di Atene si ricavano 5 Circoscrizioni, mentre altre 2 derivano da quella di Salonicco. Complicato è il sistema di ripartizione dei 288 deputati eletti nelle Circoscrizioni, suddiviso in tre fasi: nella prima i seggi sono ripartiti a livello di Circoscrizione; nella seconda la ripartizione è a base regionale (di Periferia); nella terza si effettua il calcolo più preciso, su base nazionale. Per quanto riguarda invece i 12 “deputati di Stato”, come detto la ripartizione è proporzionale al risultato delle liste (che oltre ad aver ottenuto almeno il 3% devono anche essersi presentate almeno in metà delle Circoscrizioni), che sono bloccate, dunque decise (come avviene oggi in Italia, perlomeno nelle ultime due elezioni del 2006 e 2008) sostanzialmente dai Partiti, spesso a livello centrale. In queste liste di solito vengono comunque inseriti personaggi di spicco, capaci di far spostare “quote di voti” da una parte politica all’altra, come nel caso di Theodorakis.

 

Nota di approfondimento.
Dunque, la correzione in senso maggioritario, oltre alla soglia di sbarramento, fa apparire questo sistema elettorale come intermedio fra il proporzionale puro e il maggioritario. Se non lo è nella forma - quanto meno è molto distante da un sistema maggioritario a collegi uninominali – lo può essere nella sostanza, in quanto è favorita la governabilità mentre viene disincentivata la frammentazione delle forze politiche presenti in Parlamento. E’ un sistema che dal ’74 ad oggi ha anche garantito una certa “alternanza”. Si sono infatti formati in Grecia, come in altri Paesi europei, due schieramenti contrapposti, di centrosinistra e centrodestra, imperniati su due Partiti Politici: da una parte il PASOK, Movimento Socialista Panellenico (
Πανελλήνιο Σοσιαλιστικό Κίνημα - ΠΑΣΟΚ), che è una forza politica socialdemocratica, di stampo riformista; dall’altra la Nea Democratia (Νέα Δημοκρατία - ΝΔ), principale Partito di centrodestra, di stampo liberale e conservatore. Questi ultimi hanno governato nel periodo successivo alla dittatura, e fino al 1981, passando il timone ai socialisti, che hanno guidato il Paese sostanzialmente per tutto il decennio. A fine anni ’80 la crisi del PASOK, implicato in un grave scandalo politico, ha causato il ritorno al potere della destra. Dopo un periodo di ingovernabilità, con una fase brevissima che ha visto la sinistra radicale al governo con la Nea Democratia, ad inizio anni ’90 il centrodestra ha ripreso il potere assoluto, ma tale situazione è durata un solo mandato, infatti dal 1993 al 2004 torna al governo il PASOK, e lì rimane fino all’ascesa di Kostas Karamanlis, che favorisce il nuovo cambio a favore della Nea Democratia, che si riconferma alle elezioni anticipate del settembre 2007. In questo vero e proprio bipartitismo, va sottolineata la dimensione “familiare” che caratterizza la storia dei due Partiti nell’espressione dei leader massimi. Negli anni ’70 la popolarità dei due leader carismatici Andreas Papandreu (PASOK) e Kostantinos Karamanlis (ND) travalicò i confini della Grecia, mentre oggi ad appassionarci sono le sfide fra Giorgos Papandreu (figlio di Andreas) e Kostas Karamanlis (Kostantinos era suo zio). Una sfida fra due vere e proprie “dinastie” che si fa risalire addirittura agli anni ’50, quando Kostantinos se la doveva vedere con Giorgos Papandreu (nonno dell’attuale e padre di Andreas). I due Partiti aderiscono rispettivamente al Partito Socialista Europeo e al Partito Popolare Europeo; Papandreu è stato eletto il 31 gennaio 2006 Presidente della Internazionale Socialista.

Non si esaurisce nei due mega Partiti il panorama politico greco, molto articolato - come da tradizione non solo greca - nell’ambito della sinistra, mentre in campo opposto solo nelle ultime elezioni un partito di estrema destra è riuscito ad accedere in Parlamento. In questa ultima occasione, in un momento delicato per la Grecia dopo gli incendi del mese precedente alle elezioni, i due Partiti maggiori hanno dovuto subire il ritorno dei “piccoli”, che da un lato hanno saputo interpretare il malcontento diffuso, espresso in una sfiducia nelle Istituzioni e nei governi attuale e precedente, e dall’altro hanno potuto radicalizzare le proprie posizioni, contestando alle due formazioni maggiori il rischio di omologazione. Uno schema di tipo bipartitico si presta, infatti, a una tendenza di entrambi i Partiti a contendersi l’elettorato più moderato, lasciando scoperte le “ali”. Bisogna dire che in particolare il PASOK ha dovuto subire un forte ridimensionamento del proprio risultato elettorale, dopo la fase di governo degli anni ’90 in cui era prevalsa una linea più “pragmatica”, rispetto a quella più improntata al movimentismo e ai temi sociali, della quale si sta facendo portavoce lo stesso Papandreu, confermato alla guida del Partito nonostante la sconfitta nelle ultime due competizioni elettorali. Il pragmatismo del PASOK anni ’90 ha fatto dunque perdere consensi al Partito, ma ha consentito alla Grecia di entrare nell’area Euro e di ottenere l’organizzazione delle Olimpiadi 2004. Dall’altra parte Kostas Karamanlis, che pur aveva richiesto elezioni anticipate, sicuro di goder di un ottimo margine sull’opposizione, ha a sua volta perso consensi per strada, solo in parte a favore del Partito di estrema destra (LAOS). Nel 2007, infatti, Nea Democratia ha ottenuto meno del 42% dei consensi, perdendo 3.5 punti rispetto al 2004 e passando da 165 a 152 deputati, dunque una maggioranza risicata. Il LAOS con il 3.80% (+1.6) entra in Parlamento, ma se sommiamo i voti del PASOK a quelli di KKE (8.15%) e Synaspismos (5.04%), il risultato complessivo di queste liste del centrosinistra e della sinistra radicale supera il 51%. In più, se il PASOK avesse riconfermato nel 2007 i 3 milioni di consensi raccolti nel 2004 sarebbe stato il Partito di maggioranza.

Due parole infine per le tre formazioni politiche minori oggi rappresentate nel Parlamento greco.

Il Partito Comunista (Κομμουνιστικό Κόμμα Ελλάδας, ΚΚΕ) nasce nel 1918 come Partito Socialista del Lavoro e successivamente entra nella terza internazionale, fino a trasformarsi alcuni anni dopo in Partito Comunista di ispirazione marxista leninista. Le vicende del secolo scorso vedono questo Partito in prima linea nella lotta contro le invasioni e le dittature che hanno caratterizzato la storia moderna della Grecia, prendendo parte attiva nella guerra civile nella fase successiva al termine del secondo conflitto mondiale. Il KKE è stato bandito fino al 1974, e i suoi membri inibiti da ogni funzione pubblica, subendo ogni tipo di repressione. E’ un uomo della “destra”, Constantinos Karamanlis, che decreta la legalizzazione di un Partito che rimane comunque ancorato al filosovietismo e che già da alcuni anni aveva subito una scissione (KKE interno) da parte di una corrente che invece si ispirava all’eurocomunismo. Il KKE nei fatti sopravvive al vero e proprio terremoto di fine secolo, imponendosi nel terzo millennio come terzo Partito della Grecia, fieramente antieuropeo, con una base elettorale ben oltre il 5% (8.29% alle ultime elezioni), e nello stesso tempo si mantiene ancorato ai suoi ideali marxisti leninisti.

Il Synaspismos (Συνασπισμός της Αριστεράς των Κινημάτων και της Οικολογίας, ΣΥΝ) nasce a fine anni ’80 come una coalizione di sinistra fra i partiti comunisti (il KKE di tradizione filosovietica e quello interno, europeista) e altri soggetti e movimenti. La coalizione ottiene un grande successo, sfiorando il 15% nelle elezioni europee del 1989, un consenso che è sostanzialmente confermato anche nelle successive elezioni nazionali, ma che scende bruscamente dopo la breve fase di governo insieme alla Nea Democratia. Nel ’90 il risultato si attesta al 10%. Successivamente una parte della coalizione preme per trasformarsi in Partito, decisione che non trova d’accordo la parte più “ortodossa” del KKE. Alle elezioni del ’93 i comunisti vanno in Parlamento, cosa che non riesce al Synaspismos per pochi voti, ma nelle occasioni successive il nuovo Partito torna ad eleggere deputati e si caratterizza come una forza della sinistra movimentista ed ecologista, ben inserita nella sinistra europea, consolidandosi come la quarta forza politica della Grecia.

Il LAOS (Λαϊκός Ορθόδοξος Συναγερμός, ΛΑ.Ο.Σ.) è un Partito di destra, nazionalista e populista, letteralmente Unione Popolare Ortodossa. Fondato nel 2000 dal giornalista Giorgos Karatzaferis, espulso da Nea Democratia. La tesi del suo fondatore è che, dopo la fine della guerra fredda, non ci deve essere più distinzione fra ala destra e ala sinistra, ma fra chi è a favore o contro la globalizzazione. Nel suo ufficio campeggerebbero i ritratti del Che Guevara e di Fidel Castro, presi ad esempio come “antiamericani”. Nonostante questi riferimenti ideologici contraddittori, o quanto meno strani, è inevitabile collocare questa forza politica nell’alveo della cultura della destra nazionalista e populista.

L’affermazione alle ultime elezioni politiche del 2007 ha portato in Parlamento 10 esponenti del LAOS, che aveva fallito l’appuntamento nel 2004 cogliendo solo il 2.19% dei consensi. Ma già era andata in porto la conquista di un seggio in Europa, con oltre il 4% dei consensi. Una crescita dovuta anche all’assorbimento di alcuni piccoli partiti e movimenti di analoga ispirazione politica.

 

(da www.ekloges.gr)

 

 

2.      Le elezioni amministrative

 

Nelle elezioni locali, in Grecia, si eleggono i Super Prefetti, i Prefetti, i Sindaci e i Presidenti, oltre ai Consigli delle Super Prefetture, Prefetture, Municipi e Comunità. Le tre Super Prefetture sono enti considerati intermedi fra Periferia e Prefettura, e sono Atene-Pireo, Drama-Kavala-Xanti, Rodopi-Evros, e svolgono per lo più funzioni di coordinamento.

Il sistema elettorale non è molto dissimile da quello applicato in Italia negli ultimi 15 anni. E’ eletto al primo turno il candidato (e la sua lista) che raccoglie la maggioranza dei voti, a patto che superi il 42% dei consensi (fino al 2006 il 50%), altrimenti i due migliori si sfidano al secondo turno. Nelle Comunità è eletto Presidente chi ottiene più voti al primo turno, qualsiasi sia la percentuale. I mandati durano quattro anni e le elezioni di solito si svolgono in autunno. Solo dal 1994 si eleggono i Prefetti, che precedentemente erano nominati direttamente dal Governo. Il sistema elettorale consente alla lista collegata al candidato vincente di ottenere almeno il 60% dei seggi.

 

Alle ultime elezioni (2006) ad Atene ha prevalso un Sindaco sostenuto da Nea Democratia e LAOS, mentre al Pireo l’ha spuntata un Sindaco del PASOK. A Salonicco si è affermato invece al secondo turno un esponente della Nea Democratia, mentre sempre al secondo turno è stato un uomo del PASOK ad affermarsi a Patrasso. I Socialisti hanno anche conquistato due delle tre Super Prefetture (Atene-Pireo e Rodopi-Evros)

 

3.      L’elezione del Presidente della Repubblica

 

Nella “terza Repubblica Greca”, dal 1974 in poi, ci sono state finora 7 elezioni del Presidente della Repubblica, che resta in carica cinque anni. Nel 1975 il primo Presidente è stato Costantinos Tsatsos, sostenuto da Nea Democratia, mentre nel 1980 è stato eletto Costantinos Karamanlis, poi rieletto nel 1990. Il centrosinistra ha invece indicato Christos Sartzetakis, eletto nel 1985 con l’appoggio del PASOK e del KKE, mentre nel 1995 l’esponente del partito conservatore “Primavera Politica”, Kostis Stephanopoulos, è diventato Presidente con l’appoggio del PASOK, e riconfermato cinque anni più tardi con l’accordo bipartisan fra lo stesso PASOK e la Nea Democratia. Nel 2005, e rimarrà in carica fino al 2010, la Nea Democratia ha proposto Karolis Papoulias, ottenendo a sua volta i voti del PASOK.

 

Il Capo dello Stato greco può restare in carica al massimo per due mandati, deve avere almeno 40 anni, essere cittadino greco da almeno 5 anni e avere almeno un genitore di origine greca. E’ eletto dal Parlamento, con almeno 2/3 dei voti (200) al primo e al secondo scrutinio, oppure con almeno 3/5 dei voti (180) al terzo. Se non si riesce ad eleggere il Presidente dopo il terzo voto, viene sciolto il Parlamento e convocate nuove elezioni politiche. Il nuovo Parlamento ha la facoltà di eleggere il Presidente con i 3/5 dei voti al primo tentativo, con il 50% + 1 dei voti al secondo e con la maggioranza semplice al terzo. E’ accaduto una sola volta finora, con la seconda elezione di Karamanlis nel 1990, al secondo scrutinio, dopo le nuove elezioni. Gli ultimi due mandati presidenziali hanno avuto esito positivo sin dal primo scrutinio.

 

Oltre ad essere il comandante in capo delle forze armate, presiedere il consiglio di difesa, a nominare Primo Ministro il capo del Partito che ha vinto le elezioni, il Presidente della Repubblica svolge funzioni molto ridotte, soprattutto di rappresentanza.

 

4.      Altre forme di consultazione

 

In Grecia non si sono mai svolti Referendum, anche se la Costituzione in vigore prevede la possibilità di indire consultazioni su leggi e argomenti di interesse nazionale. Si sono invece condotti diversi Plebisciti, per lo più su questioni attenenti la forma del governo, in particolare sulla restaurazione o abolizione della Monarchia. Nel 1920 fu reintegrato ai suoi poteri Re Costantino I. Fu espressione contraria all’idea di Elefterios Venizelos di Repubblica Parlamentare Presidenziale, ma non più tardi del 1924 la situazione si ribaltò ed i greci interruppero il regno di Giorgio II. Nel 1935 il Re fu ristabilito a schiacciante maggioranza e riconfermato nel 1946, in pieno clima da guerra civile. Nel 1967 il colpo di stato militare, e il Re, all’epoca Costantino II, va in esilio in Italia dopo un tentativo fallito di controgolpe. La giunta militare nomina un reggente e poi fa destituire il Re con un Plebiscito tenuto nel 1973. Quando Costantinos Karamanlis si insedia dopo le elezioni del 1974 viene dichiarato illegale ogni atto della precedente giunta militare, dunque anche il Plebiscito del 1973. l’8 dicembre 1974 viene indetto un nuovo Plebiscito, che con il 69.18% dei voti destituisce definitivamente la monarchia.

Links sugli argomenti trattati

  • www.ekloges.gr (Sito in greco sulle elezioni politiche, europee e locali, con ricco database)

  • Elections_in_Greece (Pagina su Wikipedia.org in inglese sulle elezioni in Grecia)

  • GNTO (Pagina, in Italiano, dell’Ente di sviluppo turistico ellenico sulla divisione amministrativa della Grecia)

  • www.pasok.gr (Sito del PASOK)

  • www.nd.gr (Sito della Nea Democratia)

  • www.kke.gr (Sito del KKE)

  • www.syn.gr (Sito del Synaspismos)

  • www.laos.gr (Sito del LAOS)

 

Regolamento Privacy. Per pubblicare gli annunci su questo sito utilizziamo aziende pubblicitarie indipendenti. Queste aziende possono utilizzare alcuni dati (che non includono il tuo nome, indirizzo, indirizzo email o numero di telefono) sulle tue visite a questo e altri siti web per creare annunci pubblicitari su prodotti e servizi che potrebbero interessarti. Se desideri ulteriori informazioni in merito e per conoscere le opzioni disponibili per impedire l'utilizzo di tali dati da parte di queste aziende, clicca qui